IL PAESE
Al confine tra Abruzzo e Molise Castiglione Messer Marino
è un paese di circa 2500 abitanti posto ad una quota di 1081 metri sul livello del mare. La sua economia un tempo prevalentemente agricola e pastorale, oggi si basa sul territorio e su una consistente manodopera artigiana ed operaia. Visitare Castiglione Messer Marino è sicuramente un modo insolito per conoscere meglio le aree interne dell’Appennino centro-meridionale, zone di interesse culturale, paesaggistico e naturalistico. Insolita è la morfologia del territorio montano che, grazie alla natura geo-chimica del terreno privo di vocazione agricola a cui si è aggiunta l’antica lotta dei contadini ed allevatori del luogo, è caratterizzato da vaste zone prive di vegetazione ed è solcato da antichi “tratturi” a ricordo della transumanza dalla Puglia. Ma non mancano estesi boschi di faggio, contaminati qua e là da pini ed abeti bianchi e rinvigoriti da quercie e cerri.
Per arrivare a Castiglione Messer Marino si va per strade tortuose, che salgono su serpeggiando tra macchie e boschi e con visioni panoramiche sulla vallata, da un lato, e sulla montagna dall’altro, di incontaminata bellezza. Il paese appare all’improvviso, dopo l’ultima curva, incastonato tra le rocce, con le case scaglionate sopra il colle sulla sommità del quale si erge la chiesa. L’antico borgo offre davvero l’impressione di una “cascata di case”, sulle quali si erge il campanile della chiesa madre, nello scenario incantevole fatto da vallate e dalla catena di monti che si staglia lontano.
LA STORIA
Molto probabilmente l’insediamento umano in zona di Castiglione risale alla preistoria anche se non sono state fatte ricerche apposite.Infatti è stato dimostrato un movimento transumante su e giù per le valli del Biferno e del Pescara almeno dal neolitico e dall’ epoca del bronzo.Il “territorium” di Castiglione nel 1001 era parte integrante della contea di Trivento.Il primo documento di cui abbiamo notizia su Castiglione risale al 1027 e si riferisce alla fondazione della Chiesa di Santa Maria della Noce, ad opera di Pandulf,figlio del conte Oderisius.
Tale Chiesa possedeva diritti su vari territori di Rocca Abate,”come risulta dalla lista dei feudi, case e giardini tenuti lì nel XII secolo e dal processo intentato dal dall’Abate Roberto nel 1224 contro il signore di Castiglione per recuperare le sue terre sulle coste della Rocca”. Nel documento cassinese del 1084 le chiese di Collerotondo e Pietracorvina erano “ambae in territorio Castiglionis”.
Per quanto rigurda l’origine del nome, si può sostenere molto facilmente, la derivazione a Castrum Leonis o Castro Leone, ma tale trasposizione non è totalmente sicura. A difesa di questa etimologia subentra il tentativo di riportare l’esistenza del paese all’epoca romana o romano-barbarica. In alcuni documenti del 1200, la località è chiamata Castellone, cioè grande castello. Di questa costruzione oggi non resta nulla, salvo la memoria del luogo dove era ubicata, in contrada ancora oggi denominata “castello”.
Nel XII secolo Castiglione figura come feudo di tre militi posseduto per tre parti da Horrisius (o Oderisius) Burrelus, nipote di Gualterius de Anglono, feudatario di Symon conte di Sangro; e per la restante parte in dominio di Raynaldo di Monteferrante, anch’egli vassallo del conte Symon . Castiglione è anche ricordata più volte nll’Italia descritta nel “libro del Re Ruggero” compilato da al-Idris, geografo arabo del secolo XII, come “quat.llun” distante da Fallo ventiquattro miglia e quindici miglia da Agnone.
Dal 1400 in poi, attraverso la politica matrimoniale subentrarono come feudatari di Castiglione i Caracciolo di San Buono che l’acquisirono come bene dotale di Maria de Sangro, andata in sposa a Marino Caracciolo. Del suo passato conserva tracce nei resti del castello e nel portale della chiesa madre.Ed è proprio in onore a Marino Caracciolo che Castiglione venne poi chiamato Castiglione Messer Marino.Tra le terre di questo nuovo ramo dei Caracciolo, quella di Castiglione era certamente la più importante sia per ampiezza demografica e territoriale, sia per risorse economiche; negli antichi cedolari risulta che pagava la tassa più elevata, dopo San Buono. Morto Marino I nel 1648, ereditò la signorina di San Buono con la terra di Castiglione il primo dei suoi nove figli, Tiberio.
Figli di Tiberio furono Alfonso, Cesare e Marino II il quale nel 1518 fu creato Marchese di Bucchianico. A partire dal 1742 inizia, tra il comune di Castiglione e la famiglia Caracciolo, una serie di atti tendenti da parte del Principe a conservare gli antichi privilegi e da parte dell’Università a negarli e contestarli. Sia all’archivio di stato di Napoli che in quello di Chieti esiste una ricca documentazione in merito.Sul finire del secolo XVIII la popolazione era di 2900 unità. Al plebiscito del 1860 per l’annessione al Regno d’Italia, su 1060 iscritti, votarono 781 elettori e tutti si dichiararono favorevoli. Al referendum istituzionale del 1946, ivoti per la Repubblica furono 1200;quelli per la monarchia 646, i voti non validi 127, le schede bianche 84.
Mappa del paese con chiese, edifici storici, statue in pietra della majella, monumenti..